La legge n.778 del 1922: per la tutela delle bellezze naturali e degli immobili di particolare interesse storico

 

Prima della legge n.1497 del 1939 sulla protezione delle bellezze naturali, in Italia era stata promulgata una sola legge che in maniera più o meno diretta si occupava di tutela delle bellezze naturali, la legge n.778 del 1922 e che veniva di conseguenza abrogata dalla 1497.

La legge n.778 era ancora una misura acerba che si adottava per la tutela delle bellezze naturali e degli immobili di particolare interesse storico”. L’art. 1 dice:

sono dichiarate soggette a speciale protezione le cose immobili la cui conservazione presenta un notevole interesse pubblico a causa della loro bellezza naturale o della loro particolare relazione con la storia civile e letteraria.

Sono protette altresì dalla presente legge le bellezze panoramiche.

Si parla quindi del concetto di “bellezza naturale” come laghi, fiumi, coste ecc., di luoghi con “particolare relazione con la storia civile e letteraria” e vengono in mente luoghi oltreché di interesse storico-archeologico anche risultanti da attività lavorative umane come i terrazzamenti delle coste liguri, i prati-pascolo delle Alpi, gli oliveti pugliesi e mille altri degni di tale rapporto uomo-natura. Poi vengono aggiunte “le bellezze panoramiche”, concetto che richiama un interesse neanche ambientale, ma solo estetico-visivo, che interpreta il paesaggio come uno dei tanti dipinti che ritraggono la visione della campagna di Roma.

Per il resto la legge n.778 non aggiunge concetti fondamentali alla protezione del territorio italiano. Nei successivi articoli si dedica agli organi competenti (Ministero dell’Istruzione Pubblica) “alla notificazione di dichiarazione di pubblico interesse” degli immobili ai rispettivi proprietari, ai vincoli e limiti che questa dichiarazione comporta, alle pene che si sarebbero applicate in caso di trasgressione della legge. Non si parla dunque di Paesaggio nell’accezione concettuale che ha attualmente né di meccanismi automatici di tutela, ma solo di misure susseguenti la dichiarazione di pubblico interesse che era responsabilità dell’organo competente comunicare ai registri indipendenti dei catasti e delle ipoteche.

Nel prossimo articolo analizzeremo la legge n.1497 del 1939 che fa un piccolo passo avanti nella tutela del Paesaggio italiano.

Francesco Tonini

 

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