Largo Agosta

Progettista: Maurizio Francipane

Luogo: Prenestino – Tor de Schiavi, Roma

Committente: Comune di Roma

Superficie: 5000mq

Anno: 2004

Fotografie: Francesco Tonini

Cosa ne pensiamo: progetto di aggregazione sociale ben riuscito

Situata nel cuore di un territorio di attraversamento, Largo Agosta è la prima vera piazza realizzata nel VI municipio. La progettazione risale ai tempi del sindaco Francesco Rutelli, che partecipò all’ inaugurazione insieme al suo successore Walter Veltroni dopo diciotto mesi di lavori preceduti da incontri con la cittadinanza. La piazza, che prima era una strada abbandonata e senza identità, con due ampi filari di lecci, sterpaglie e parcheggio selvaggio, è nata appunto su richiesta dei cittadini come opera di compensazione per la costruzione dei due piani sotterranei con 216 box per le auto dei residenti, e realizzata a spese della ditta che ha costruito il parcheggio interrato nell’ambito del PUP, il Piano Urbano Parcheggi.

La planimetria della piazza è rettangolare, con orientamento nord-sud, con una grande fontana depressa al centro, al momento non funzionante, e con un gruppo scultoreo, presente al momento dell’inaugurazione ma poi danneggiato e rimosso, rappresentante tre gabbiani che si alzano in volo realizzati dall’artista Alfiero Nena. L’ampia superficie è disegnata in maniera geometrica, al centro i diversi materiali della pavimentazione come il travertino e la basaltina compongono una maglia quadrata regolare, ai lati il ritmo è scandito dalle linee a correre delle siepi, delle sedute, dell’illuminazione e delle alberature. Il progetto rimane comunque leggibile da subito, vista la semplicità del segno e la mancanza di barriere visive.

Le linee vegetazionali sono quelle della doppia alberatura sui lati lunghi, formata dall’alternanza dei mirabolani e dei ciliegi da fiore, e quelle delle aiuole discontinue in linea, in cui sono inserite specie arbustive a bassa manutenzione e dal fogliame decorativo e dalle fioriture alternate, come Berberis, Pyracantha, Eleagnus, Teucrium, Myrtus. Sui uno dei lati corti della piazza un gruppo di Quercus pyramidalis filtra la presenza del distributore di carburante, mentre sul lato corto opposto la visuale è stata volutamente lasciata aperta ad incorniciare la facciata della chiesa di quartiere.

La sensazione che si ha è quella di un luogo in cui la luminosità e la pulizia planimetrica concorrono a comporre uno spazio vivibile e ben strutturato, di cui la gente si è impadronita subito, come qualcosa che si è a lungo desiderato. La piazza, nucleo originario di aggregazione, ha fatto da traino per la nascita di nuovi servizi per i cittadini del quartiere, come la libreria- ludoteca o i nuovi esercizi commerciali che hanno migliorato sensibilmente la qualità della vita. Pochi effetti speciali per questo spazio pubblico, un intervento dal linguaggio semplice ma dai risultati sociali sorprendenti per questo brano di tessuto urbano capitolino.

Luca Dionisi

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8 pensieri riguardo “Largo Agosta

  1. vedi Francesco,
    buona parte dei cittadini, me compreso, vorrebbero che la fontana venisse riattivata in quanto trattasi di un elemento qualificativo che tanto piacque in quei pochi mesi durante i quali funzionò.
    Purtroppo, e questo è un problema molto diffuso, una volta realizzato il business si abbandona al proprio destino l’opera finita o quasi, vedi il PUP di via Como…..sembra essere la prassi!
    Ebbene il cittadino non ha gli strumenti per cambiare le cose e le amministrazioni se ne infischiano bellamente.
    Eppure questa piazza nonostante tutto ha un potenziale impressionante e lo ha dimostrato con la festa del 156° anniversario della Polizia nel 2008 in cui si sono succedute giornate memorabili legate al particolare tipo di manifestazione che ha visto coinvolte migliaia di persone provenienti da varie zone di Roma.

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  2. il 31 maggio 2012 il Presidente del municipio6 ha partecipato ad una assemblea pubblica proprio a largo Agosta per affrontare i problemi legati all’area di superficie del PUP. La faccio breve, dal 2003 ad oggi non è stato ancora effettuato il collaudo va da se che è tutto lasciato a morire.
    Rispetto al commento che ho lasciato ad agosto 2011 non è cambiato nulla se non in peggio e cosa ancor peggiore è che nessuno dei responsabili di questa situazione paga le conseguenze o prova quantomeno a sanare le criticità.
    Rimane una grande amarezza perchè lo scopo di creare un luogo di socializzazione è stato centrato però frequentare un luogo degradato
    non è piacevole.

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  3. visto che è stato abbattuto un filare di lecci, ovvero alberi di specie secolare, mi piacerebbe sapere se oggi una piazza desertificata e senza alberi, se non striminziti cespugli o alberelli decorativi sia più o meno rispondente alla sempre più crescente domanda dei cittadini di difendere l’ambiente dal surriscaldamento della terra e dall’inquinamento ? Venendo in zona non mi sembra che sia stato risolto neanche il problema dei parcheggi, se non per quei fortunati che si sono potuti permettere di comprare un box privato e sarei anche curioso di sapere se quei box contengono auto o qualcosa d’altro, visto che in superfice le automoboli sono ancora non parcheggiabili. Quel PUP è stato un buon affare per i costruttori, ma siete certi che i cittadini ci abbiano guadagnato in qualità della vita se l’aria che si respira è più inquinata senza la barriera opposta dai filari di alberi ? E’ possibile immaginare di riqualificare Roma senza abbattere un bene comune essenziale come gli alberi secolari, per costruire PUP che arricchiscono solo i costruttori ?

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    1. Salve Franco. Purtroppo non conoscevo la piazza prima che fosse riqualificata. Di certo abbattere alberi non è mai una buona cosa, ma credo che in ambiente urbano vada considerato caso per caso. Personalmente quando visitai la piazza la trovai piacevole sia dal punto di vista estetico che funzionale. Solleciterò una risposta sul filare di lecci abbattuti da parte di Luca che ha scritto l’articolo.

      Francesco

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  4. Come al solito si vede solo quello che si vuole vedere …

    Il degrado della piazza e la mancanza di sicurezza evidenzia che il bene comune viene messo sempre in secondo piano rispetto al bene del singolo .

    qualcuno conosce l’impresa che ha fatto i lavori per arrivare alla costruizione della piazza del 2004 ?

    Ad oggi il municipio VI mi risponde dopo 4 mesi di solleciti che la piazza non è in sicurezza ed ha la fontana in quello stato perchè ce l’ha in carico l’impresa costruttrice che ancora non ha adempiuto alle procedure tecnico-amministrative pertanto non è mai stata riconsegnata al municipio.

    E’ normale ?

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    1. Ciao Ivano, no, non è normale che una amministrazione si comporti in questo modo, che non sappia mai farsi rispettare dalle ditte a cui appalta i lavori, che non paghi mai nei tempi stabiliti le ditte che si comportano onestamente, che non risponda ai solleciti dei cittadini. Hai ragione ad innervosirti. Purtroppo noi non sappiamo quale sia la ditta assegnataria della manutenzione della fontana. Riguardo al nostro articolo, quello che facciamo è scrivere il nostro pensiero sulla progettazione degli spazi pubblici, se ci piacciono o meno. Non è stato mai il nostro obiettivo denunciare i disservizi nella città di Roma e se dovessimo stare a parlare della manutenzione degli spazi pubblici della capitale non si parlerebbe di altro.
      Grazie della tua testimonianza, siamo sulla stessa barca ed imbarchiamo acqua molto velocemente, speriamo che i cittadini tutti se ne accorgano, perché senza l’aiuto di tutti, Roma affonderà certamente.
      Ciao Francesco

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  5. Qualche pecca nel progetto c’è. Ad esempio i ciliegi non sono da fiore ma fanno i frutti e quando cadono a terra non è proprio il massimo.
    Ma la vera pecca del progetto è l’assenza di un’area ludica per i tanti bambini che abitano in zona e che sono costretti a giocare con il pallone creando disagi agli altri frequentatori che vorrebbero rilassarsi seduti nelle geometriche e scomodissime panchine.
    A parte le critiche posso dire che ad oggi 5 agosto 2011 la piazza è semidistrutta dai vandali e da un anno e mezzo ci sono delle recinzioni di metallo, pericolosissime, che circondano la ormai ex fontana.
    In conclusione si può realizzare il miglior progetto del mondo ma se non si fa opera di controllo e manutenzione tutto cade nel degrado
    più totale.

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