Piazza dei Giardini di Marzo

Luogo: Infernetto, Roma

Committente: Comune di Roma e Hotel I Triangoli

Superficie: circa 6000mq

Anno: 2001

Fotografie: Francesco Tonini

Cosa ne pensiamo: esempio riuscito di coordinamento pubblico-privato

 Lasciando la Cristoforo Colombo e percorrendo per circa 400m via Ermanno Wolf Ferrari, ci si imbatte in una piazza luminosa dominata dall’area verde dei Giardini di Marzo.

La prima cosa che si nota è la perfetta sintonia della piazza con i palazzi adiacenti: stessi materiali, permeabilità quasi totale. L’area ha forma rettangolare ed include una vasta zona pavimentata cruciforme che si eleva verso il suo centro. La sensazione liberatoria data dall’ampio spazio disponibile non fa rimpiangere la necessità di intimità, che viene offerta nelle piccole aree attrezzate con panchine e piccoli alberi tali da creare mini ambienti raccolti e piacevoli dove sostare.

I materiali sono tutti “poveri ma belli”: ampio uso del laterizio e del peperino che, come dicevamo, dialogano con i palazzi circostanti e donano comunque sobrietà all’intervento.

Due vasche con giochi d’acqua, simmetriche tra loro, completano il disegno generale della piazza.

I lavori sono stati finanziati come sconto urbanizzazione, tramite una convenzione con il comune di Roma, dalla proprietà del vicino hotel “I Triangoli” della catena Best Western e confermano che quando l’amministrazione locale prende accordi con aziende serie, l’abbellimento di Roma può essere ottenuto con progetti intelligenti e dai costi contenuti.

Francesco Tonini

 

 

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5 pensieri riguardo “Piazza dei Giardini di Marzo

  1. Mi permetto di osservare, dall’esame delle foto, molto, troppo vuoto intorno alla “piazza” e non c’è alcun rapporto tra la dimensione longitudinale (l’unica illustrata nelle foto) e l’altezza dei fabbricati. Per cui definire questo spiazzo, per quanto ben “arredato”, piazza è un errore concettuale ed anche fuorviante. Io vedo un gran vuoto curato nella pavimentazione (che è decisamente meglio di un gran vuoto trascurato).
    Questa è un’opera di arredo di uno spiazzo che non mi sembra abbia valenza di piazza (sempre a giudicare dalle poche foto), la quale deve essere non solo racchiusa ma anche rappresentare una centralità definita dalla trama viaria.
    Purtroppo c’è l’illusione generalizzata, specie tra gli amministratori, che basti pavimentare e mettere in opera arredo urbano per ottenere una piazza, la quale, invece deve essere viva e vitale e lo può essere solo se possiede determinate caratteristiche urbanistiche, al pari delle piazze della città storica. Se non possiede queste caratteristiche urbanistiche, difficile che possa diventare “piazza” con un maquillage estetico.
    Saluti
    Pietro

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    1. Concordo in parte con quello che dici. Forse le fotografie, scattate in gran parte con il grandangolare, non rendono bene la presenza dei palazzi. Ti posso assicurare che se ci vai è possibile rendersi conto della “piazza”, che secondo me è ben fatta. Sicuramente ci sono esempi molto più nobili di piazze in una città come Roma, ma ritengo questo luogo ben progettato anche se in effetti c’è una certa penuria di alberi ad alto fusto. Grazie del commento

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    1. Certo, il mosaico sarebbe stato più elegante, ma sarebbe costato di più. Come spiego nell’articolo, la piazza è stata finanziata da un privato che ha fatto sicuramente un buon lavoro generale, ma di certo voleva anche risparmiare dove poteva….

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