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Abbiamo scelto anche noi la foto del progetto Giallo#57 dello studio ATTOPRIMO come rappresentativa di Giardininterrazza 2012. La relazione tra gli ombrellini dal giallo vistoso in contrasto con la grigia copertura in piombo delle conchiglie di Renzo Piano, ci è sembrata azzeccata nonostante la grande differenza di scala. Il risultato è paragonabile all’installazione “WHATAMI” realizzata la scorsa estate dallo studio stARTT presso il MAXXI dove, anche se parliamo di qualcosa di molto più articolato, i tulipani rossi che si stagliavano sulla superficie delle mura indicavano lo spazio pubblico relazionandosi perfettamente con il museo.
Detto questo, vogliamo fare qualche ragionamento sul festival di questo anno. Sul web sono girati apprezzamenti ma anche critiche feroci, molte fuori luogo, sull’evento paesaggistico più pubblicizzato di Roma.
Visto che la maggior parte delle critiche è incentrata sulla qualità della mostra florovivaistica integrata a giardininterrazza, è necessario fare una premessa: Giardininterrazza non è un evento specifico con peculiarità da mostra florovivaistica, non è un evento che promette di avere l’esposizione di rose rare più grande del mondo o delle peonie più originali e belle. Giardininterrazza è un festival generalizzato sul verde e sul paesaggio (di fatto si è definito in questo modo….) dove è possibile farsi una idea di quello che succede nel settore, in uno scenario unico come quello del Parco della Musica di Roma.
L’aspetto unico di Giardininterrazza è proprio quello di uscire dagli schemi della mostra florovivaistica per permettere di dare visibilità a progettisti e ditte che si occupano di paesaggio. Non mi risulta che in Italia vi sia stato, almeno nell’ultimo decennio, un evento dedicato al paesaggio con così tanto spazio ai giovani professionisti del paesaggio.
La conferma è evidente nella galleria fotografica in fondo all’articolo. Oltre a Follie d’Autore, dove i progettisti sono dei professionisti invitati a realizzare una opera “folle” di paesaggio, si è data la possibilità a studenti e neo laureati in discipline paesaggistiche di dimostrare le loro capacità attraverso il concorso “giardini in balcone” i cui giudici sono stati Franco Panzini, Lucilla Zanazzi e Ciriaco Campus.
Mi preme citare i tre studenti vincitori del concorso con il progetto eSTENDIilBalcone, Andrea Ciocchetti, Federica Fruhwirth e Emiliano Carbone, ma anche altri studenti che fuori dal concorso hanno presentato installazioni originali, come Ingrid Scariato e Roberta Tucci, che hanno proposto un quadro vivo da cui sbocciano fiori, dal nome ScarTù, e Rosa Russo ed Eleonora Tomassini con il loro Urban Flash.
Altre voci hanno invece lodato il Festival di questo anno come migliore di quello dello scorso anno. Su questo non sono d’accordo ed accolgo invece qualche lamentela che ha definito deludente, sotto alcuni punti di vista, Giardininterrazza 2012. Per me è stato in piccola parte deludente per un motivo, sciocco forse ma fondamentale. L’anno scorso abbiamo vissuto appieno il Festival perché eravamo tra i realizzatori di una Follia con il nostro “non è verde” ed abbiamo frequentato tutti gli eventi in programma, le inaugurazioni, le conferenze, abbiamo intervistato i progettisti, visitato i balconi ed i vivaisti. Ecco, questo anno, tranne per un aumento della qualità dei “giardini in balcone” scaturito dal concorso, non ho visto nessuna novità, nessun cambiamento rilevante. Forse sarebbe stato difficile riuscire a migliorare un evento già ben organizzato alla sua prima apertura nel 2011, ma credo che per evitare che con il tempo l’interesse per Giardininterrazza scemi, sarebbe utile cambiare qualcosa di più ogni anno…..
Ultimo pensiero sulle Follie d’Autore 2012. A mio parere quella più ardita (per non dire una bruttissima parola troppo spesso utilizzata come “originale”) dal punto di vista concettuale credo sia stata DECIDICD. Molto divertente Jump Start Fountain del simpatico Andrew Kranis e realmente coinvolgente dalla Foresta al Giardino di AiappLab. Credo però che questo anno si sia un po’ mancato il tema della “folie”, forse in conseguenza del cambiamento del regolamento che l’anno passato non prevedeva di poter far transitare i visitatori attraverso l’installazione. Mi spiego meglio. Le installazioni, con tutti i limiti derivanti dal fatto che sono temporanee, delimitate nello spazio e realizzate in economia, sono andate verso la ricerca dello stupore attraverso la tecnologia o ambientazioni ad effetto, piuttosto che nella realizzazione di uno “spazio folle” derivante da concetti mai pensati prima. Lascio perdere alcune frasi circolate su Facebook dove alcuni “professionisti di non so cosa”, alludevano ad imitazioni di progetti passati. In questo caso anche noi di Garage Paesaggio saremmo dei copioni, visto che a Florexpo 2012 abbiamo presentato l’installazione Piega_05 con dune inerbite, che avrebbe potuto essere associata al più noto progetto di stARTT del MAXXI. Peccato che siamo partiti da premesse completamente diverse per arrivare ad un risultato che solo un occhio inesperto come quello di alcuni “sapientoni”, avrebbe potuto definire anche solo vagamente simile.
Se proprio devo scegliere la follia più folle, credo sia stata quella di AiappLab, perché ha presentato un ambiente tropicale con vegetazione lussureggiante talmente fuori luogo da essere visionario.
Prima di lasciarvi alla galleria fotografica annuncio che pubblicheremo altri due articoli con i video delle conferenze, delle interviste ai progettisti di Giardininterrazza 2012 e qualche piccola sopresa.

Francesco Tonini

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