Tag

, , , , , , , , , , , , ,

Grazie all’attiva Lucilla siamo venuti a conoscenza della lettera (in fondo all’articolo) scritta da Respiro Verde (Legalberi) e Salviamo il paesaggio Roma e Provincia ed indirizzata al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, riguardo l’urgenza della scrittura e attivazione di un Regolamento del Verde comunale. In realtà non si è mai capito se la capitale abbia o meno mai avuto un regolamento del verde, ma i risultati sono evidenti agli occhi di tutti: ogni anno migliaia di alberi vengono potati e mantenuti senza nessun criterio estetico e/o di salvaguardia delle alberature. Roma possiede alberi di inestimabile valore storico-culturale che non vengono protetti in alcun modo dall’aggressione fisica di persone ed automobili e dalla minaccia continua di inquinamento aereo, chimico ed acustico. Gli alberi e le piante in generale hanno quindi un doppio valore nella capitale d’Italia, storico ed ambientale e nessuno di questi viene valorizzato o perlomeno tutelato. Ne abbiamo parlato in occasione della conferenza sugli alberi monumentali organizzata lo scorso anno presso l’URP del Corpo Forestale. Ricordiamo inoltre questo bell’appuntamento il prossimo 11 maggio alle 17:00 sempre presso l’URP del Corpo Forestale.
Quello su cui vorrei però porre l’attenzione, è che non bisogna aspettarsi che una volta approvato il Regolamento del Verde, gli alberi saranno salvati definitivamente da un destino avverso e che la città diverrà ad un tratto bella e elegante. Credo vadano fatte tre considerazioni ovvie che è bene ricordare:

- Roma è una città enorme che non riesce nemmeno a salvaguardare il proprio patrimonio storico-archeologico. Parliamoci chiaro, qui non ci sono nemmeno i soldi per restaurare il più importante monumento al mondo, il Colosseo (alla lista andrebbero aggiunti almeno altri 50 monumenti nella lista dei più significativi della storia mondiale….), figuriamoci in che posizione di urgenza mettano la questione del verde pubblico gli amministratori comunali, esclusa la questione sicurezza. Di fatto gli alberi a Roma, per mancanza di soldi e di adeguata e preparata manodopera, il più delle volte vengono potati seguendo un unico criterio: quello della sicurezza.

- Gli assessorati all’Ambiente (dove ha sede il Servizio Giardini) e quello alla Cultura non dialogano tra loro in maniera efficace. In pratica nelle parti più delicate della città, dove l’ambito archeologico dovrebbe essere coadiuvato in maniera più che armoniosa con la cura del verde al fine di valorizzare il paesaggio storico romano, gli interventi di manutenzione dei giardini non vengono coordinati con quelli destinati alla cura del patrimonio dei Beni Culturali. Il risultato? Brutta manutenzione in un ambito non valorizzato e grande figuraccia agli occhi del mondo.

- Roma può dotarsi di tutti i regolamenti e leggi del mondo, ma se il livello culturale medio del cittadino romano rimarrà sotto le scarpe, sarà difficile far comprendere la differenza tra una potatura corretta ed una sbagliata!
Diciamo la verità. Noi romani siamo arroganti ed ignoranti, ce ne freghiamo del passato e della storia, e viviamo di banali stereotipi legati alla mitizzazione dell’antica Roma. Un test veloce: quanti romani pensate sappiano dove si trovi Santa Maria in Cosmedin? Quanti hanno mai visitato villa Celimontana, villa Torlonia od il Giardino degli Aranci? Qui c’è bisogno di una vera diffusione culturale perché Roma è molto di più del triangolo Piazza del Popolo, Colosseo, Mole Adriana (già, bisogna scrivere Castel Sant’Angelo altrimenti non si capisce….), ed il paesaggio romano è molto di più che il Circo Massimo. Il paesaggio di Roma ha delle potenzialità infinite che vanno dal centro storico all’Agroromano lungo il suo biondo fiume, come dimostrato in questa tesi.

Francesco Tonini

Ecco la lettera


Salviamo il paesaggio Roma e Provincia

Signor Sindaco,

L’ennesimo scempio dello straordinario bene comune di una città che vanta molteplici varietà di essenze arboree è stato perpetrato recentemente nella storica Villa Pamphilij.
Cinquanta alberi ridotti a pali senza alcun motivo, forse perché Roma, anziché seguire l’esempio di altri comuni che decidono di dotarsi di norme che tengano alta la regolamentazione del patrimonio arboreo, è troppo preoccupata di estendere i suoi possedimenti in cemento …….

…..ecco la lettera spedita il 23 aprile 2012.

About these ads