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Illustrazione di Federica Fruhwirth per Paesaggiocritico

Credo che l’illustrazione di Federica Fruhwirth centri appieno il problema: siamo in mano di chi non ci si può fidare…..
Quello che segue è il primo di due articoli scritti da Mauro Masullo che cercano di fare luce sulle soluzioni da adottare per risolvere il fallimento riguardante la formazione e la nascita della figura del Paesaggista in Italia.
Gli articoli sono ricchi di informazioni utili e si prestano all’apertura di interessanti dibattiti. Vi lasciamo quindi al primo dei “pensieri ad alta voce” di Mauro.

Francesco Tonini


LA FORMAZIONE DEL PAESAGGISTA E DELL’ARCHITETTO DEL PAESAGGIO
di Mauro Masullo

Premessa

La figura professionale dell’architetto del paesaggio nasce come figura professionale nel 1868; ne parlò per la prima volta Frederick Law Olmsted in America, considerato ufficialmente il fondatore dell’architettura del paesaggio. Ad Olmsted si deve la progettazione di numerose opere di paesaggio negli USA: il Central Park di New York, il Prospect Park di Brooklyn, il piano generale del complesso dell’università di Berkeley, molti parchi a Brooklyn e altro ancora.
La prima Facoltà universitaria di Architettura del Paesaggio fu istituita negli Stati Uniti d’America nel 1896, a cui seguirono in Europa il Landscape Institute nel Regno Unito nel 1928 ed in Germania negli anni successivi. Nei decenni successivi furono istituiti e si consolidarono i percorsi universitari negli altri Paesi europei, soprattutto del centro nord. Attualmente in Europa i percorsi formativi, lì dove mancano vere facoltà autonome, sono istituiti all’interno delle facoltà di Orticoltura, Scienze naturali, Scienze della vita e Agraria; il minor numero sono invece presenti nelle facoltà di Architettura.
In Italia il primo specifico corso di laurea in architettura del paesaggio viene istituito nel 2001 presso alcune Facoltà di Architettura come quelle di Roma e di Genova; l’architettura del paesaggio (ICAR15) sta conoscendo in questo periodo vere e proprie minacce ed è perfino in discussione il riconoscimento.
Questo significa che, dopo un certo numero di laureati, spariscono i corsi di laurea, nonostante che le politiche europee si siano indirizzate da anni alla promozione del riconoscimento reciproco dei professionisti tra gli Stati dell’Unione europea per rendere possibile la mobilità dei professionisti stessi al suo interno.

Analisi dello stato

Si prende spunto dallo stato di crisi economica esistente nel mondo ed in Europa e si osserva che proprio nei Paesi europei del mediterraneo, in cui manca una consolidata formazione dell’architetto del paesaggio, la crisi economica assume i toni più gravi.
E’ evidente che il mancato apporto di una pianificazione paesaggistica ed economica, relativa ai patrimoni delle grandi Civiltà mediterranee-europee (Grecia, Italia, Spagna e Portogallo), rende di fatto il paesaggio non protagonista tra le risorse economiche su cui investire nello sviluppo.
In questi quattro Paesi infatti il valore economico del paesaggio rappresenta la più grande risorsa e, se correttamente pianificato e gestito, renderebbe questi Stati tra i più ricchi al mondo.
Ma per raggiungere questo obiettivo è necessario riconoscere pienamente ed utilizzare le professionalità specifiche, così come anche indicato dalla legge n°.14 del 9 gennaio del 2006 (Convenzione Europea del Paesaggio); ma è necessario però prima consolidare i percorsi formativi attraverso l’adeguamento a quelli esistenti nei Paesi europei, dove la formazione è ormai storicizzata.

Una specifica Facoltà di Paesaggistica in Italia

Nasce da quest’ultima analisi la necessità di isituire in Italia, come in Grecia, Spagna e Portogallo, una vera e propria Facoltà di Paesaggistica, prendendo spunto dai programmi universitari europei ed arricchendoli con le specificità mediterranee.
Infatti questi Paesi vivono un rapporto diverso con il proprio paesaggio, essendo amplificate le relazioni con la lunga siccità estiva e tipica del bacino mediterraneo; infatti questo rapporto necessita di una più attenta pianificazione, perchè più esigente anche nei confronti degli aspetti legati all’ecologia del paesaggio. Al problema della siccità si aggiunge poi anche un particolare problema rappresentato dagli aspetti idrogeologici che caratterizzano questi Paesi.
Da più di 15 anni mi faccio promotore dell’istituzione di una necessaria Facoltà di Paesaggistica, riscontrando in questa l’unica possibilità per eliminare i rischi per la continuità della formazione ed individuandone la struttura ed i programmi necessari per una corretta e qualificata istituzione, questi ultimi prodotti di concerto con la collega Gioia Gibelli.
La Facoltà di Paesaggistica nasce su un modello generico che accomuna quelle già esistenti in Europa, come il Landscape Institute del Regno Unito istituito nel 1927.
Le competenze devono essere interscambiabili, essendo la laurea caratterizzata dal titolo di “Paesaggista” con vari indirizzi.
L’indirizzo esiste per dare un maggiore approfondimento in discipline verso cui gli studenti si sentono più portati e da cui vengono specializzati maggiormente.
Alcune normative di riferimento sono: legge n°.14 09/01/06 “Convenzione Europea del Paesaggio”, Convergenza Europea delle Università, Accordo Internazionale tra UIA e IFLA, Carta IFLA/UNESCO (2005), Direttiva CE 51/92, Direttiva CE 2005/36.
La durata potrebbe essere di 5 anni, con un triennio comune ed un biennio di specialistica.
Tale Facoltà, denominata di “Paesaggistica”, contiene quattro indirizzi e cioè Architettura del Paesaggio, Pianificazione del Paesaggio, Ecologia del Paesaggio e Conservazione del Patrimonio Paesaggistico.
Si sottolinea che ogni qualvolta si parla di paesaggio si fa riferimento al concetto di paesaggio, così come riportato nella legge 9/01/06 n°.14, attraverso la quale il Consiglio d’Europa invita gli Stati membri a formare gli specialisti del settore.
L’intento dell’istituzione della Facoltà di Paesaggistica è quello di mettere ordine nella formazione e nella professione, di dare una identità ben precisa ai processi formativi ed alle professioni che fanno capo alla disciplina paesaggistica e dare una dignità alle figure professionali della paesaggistica.
Tali professionisti devono essere formati per affrontare una quantità di temi complessi che, attualmente, sono nella maggior parte dei casi disattesi dai percorsi formativi esistenti, oppure vengono trattati solo parzialmente, in genere per gli aspetti visivi, e non in modo strutturale, relegando così l’architetto del paesaggio nel ruolo dell’ ”imbellettatore”, invece che un professionista in grado di operare per il miglioramento della qualità della vita delle popolazioni.
L’intento di una più oculata rivisitazione della formazione universitaria ha anche origine dall’Accordo Internazionale tra UIA e IFLA, che sancisce una specifica facoltà universitaria del paesaggista da non confondere con quella dell’architettura; tale precisazione per logica e per conseguenza va intesa anche per le altre discipline, quali agraria, scienze ambientali, lettere e/o altro.
Nell’esaminare l’organigramma della Facoltà è evidente come vengano creati quattro specifici ambiti formativi, accomunati da una fase propedeutica comune, che assicuri e garantisca una preparazione multidisciplinare di base orientata al paesaggio.
In specifico le professioni di riferimento sono le seguenti:
- l’Architetto del Paesaggio (Landscape Architect) è colui che approfondisce nel biennio specialistico tutti gli aspetti legati alla progettazione e all’arte del paesaggio
- il Pianificatore del Paesaggio (Landscape Planner) è colui che approfondisce gli aspetti legati alla pianificazione ed alla gestione del Paesaggio
- l’Ecologo del Paesaggio (Landscape Ecologist) è colui che approfondisce gli aspetti legati all’ecocompatibilità dei piani e dei progetti (Ambito disciplinare del Corso di Laurea in Architettura del Paesaggio)
- il Conservatore del Patrimonio Paesaggistico, (Curator of Cultural Landscape Heritage) è colui che approfondisce gli aspetti legati alla Conservazione, con riferimento non solo ai tradizionali Beni (come da Codice Urbani) ma soprattutto al Cap.1 art.2 della Convenzione Europea del Paesaggio e di grande rilevanza culturale, visto l’immenso patrimonio presente nel nostro paese (si faccia molta attenzione a questa differenza).
La figura, il ruolo ed i campi operativi dell’Architetto del Paesaggio sono ufficialmente riportati nel documento dell’EFLA ed in quello dell’IFLA; pertanto i contenuti didattici dovranno contenere tutto ciò che necessita per poter soddisfare quanto riportato nei documenti delle due Istituzioni internazionali.
Come per la Facoltà di Medicina che dà il titolo generico di Medico ai laureati ed un titolo specifico agli specializzati, così la Facoltà di Paesaggistica dovrebbe dare il titolo generico ai laureati di Paesaggista ed un titolo specifico agli specializzati.
In quest’ottica vanno visti la fase propedeutica e l’indirizzo; una siffatta formazione otterrebbe il pieno riconoscimento di IFLA, EFLA, IALE ed UNESCO.
Le materie di riferimento per i contenuti didattici potrebbero essere le seguenti, a cui vanno affiancati degli insegnamenti più specifici per ogni indirizzo:

Ecologia
Economia
Antropologia culturale
Archeologia
Urbanistica
Progettazione
Composizione
Pianificazione del paesaggio
Gestione del paesaggio
Ecologia del paesaggio
Statistica
Conservazione dei Beni Culturali e del Patrimonio Paesaggistico
Storia dell’Arte
Storia dell’Arte dei giardini
Arte del paesaggio
Botanica e scienze annesse ( fitoclimatologia,fitosociologia, geobotanica ecc )
Produzione vegetale
Storia del paesaggio
Geologia
Geografia
Evoluzione del paesaggio
Idrologia e Idraulica
Tecniche irrigue
Ingegneria naturalistica e tecniche di recupero ambientale e del paesaggio
Agronomia
Selvicoltura e scienze annesse
Patologia vegetale e scienze annesse
Biologia
Psicologia, sociologia e filosofia (estetica, ecc…)
Legislazione paesaggistica, urbanistica ed ambientale
Disegno e rappresentazione
Restauro dei giardini e dei parchi storici
Topografia e Cartografia (rappresentazione del territorio ecc…)
Tecniche di rilievo
Informatica e tecnologia digitale
Metodologie e tecniche di valutazione
Valutazione Impatto Ambientale e VAS
Trasporti, mobilità e infrastrutture
Il ciclo dei rifiuti, gestione e progetti
Comunicazione e accompagnamento dei progetti
Tecniche di partecipazione
Tecniche di coordinamento di gruppi di lavoro
Informatica e Programmazione digitale (programmi pc)
Lingue straniere

E’ indispensabile che le materie elencate siano caratterizzate da un linguaggio e dalla consapevolezza da parte del corpo docente di rivolgersi a futuri Architetti del Paesaggio.
Dovrebbero essere, inoltre, parte del programma, non solo le materie, ma anche le modalità d’insegnamento volte a formare:
- la capacità di pensiero in grado di gestire la complessità,
- la capacità di lavoro di gruppo multidisciplinare,
- la capacità di relazione.
Infine devono far parte integrante del programma gli stage e il lavoro all’aperto.
Una Facoltà siffatta rappresenterebbe anche il riferimento più valido per altre discipline che potrebbero rivelarsi in futuro bisognose di un percorso formativo di base paesaggistica.
Qualificati docenti possono essere inoltre recuperati all’interno dell’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio) e della SIEP (Società Italiana di Ecologia del Paesaggio), così come del CATAP (Coordinamento Associazioni Tecnico-scientifiche per l’Ambiente ed il Paesaggio).

Mauro Masullo

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