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Roma, 9 gennaio 2011

Anche questa volta vi consiglierò delle guide al riconoscimento delle piante con particolare occhio alla vegetazione spontanea. Scusate se insisto. Credo che sia estremamente importante per un paesaggista conoscere a menadito la vegetazione, altrimenti rischierete di fare come un architetto di mia conoscenza che disegna degli edifici fantastici, ma poi fa scegliere i materiali da un geometra.

Sandro Pignatti “Flora d’Italia”, 1982 Il Sole 24 Ore Ed agricole Bologna E. 224,50E’ il libro più completo sul riconoscimento della flora italiana, quello al quale si rivolgono tutti i botanici che operano nel nostro paese. Io non l’ho mai avuto. Ahimè, troppo caro e ora anche introvabile, ma se qualcuno di voi è bravo a cercare tra l’usato e ci inciampasse sopra, fare questo piccolo investimento finanziario varrebbe proprio la pena. E’ come la Bibbia. Acquistalo a prezzo scontato Flora d’ItaliaSandro Pignatti è un botanico veneziano che ha insegnato Botanica sistematica ed Ecologia presso le Università di Pavia, Padova, Trieste e Roma, dove attualmente è Professore Emerito.
Mi permetto di segnalarvi altri suoi libri, anch’essi introvabili:
I boschi d’Italia 1998 UTET Torino E. 85 Acquistalo a prezzo scontato

Ecologia del paesaggio 1994 UTET Torino E. 49,50
Sandro Pignatti e Bruno Trezza Assalto al Pianeta 2000 Bollati e Boringhieri Torino E.30

Onorato Traverso “Botanica Orticola” 1990 Edizioni Edagricole Bologna E.50Anche questo volume è fuori catalogo, ma io l’ho trovato non molto tempo fa sulle bancarelle, pagandolo 10 Euro. E’ la copia anastatica del libro originale, pubblicato nel 1926, ed è proprio il sopraccitato Sandro Pignatti a presentarla.
Onorato Traverso fu il giardiniere capo dell’Orto botanico di Roma dal 1908 al 1943 della Reale Università di Roma e già questo vi può suggerirvi qualche “ideuzza” di come fossero preparati, nei bei tempi passati, certi giardinieri e tecnici di laboratorio.
Per me è un libro fondamentale, quello che consulto se voglio avere notizie certe sull’origine e sulla coltivazione di particolari erbe, sapere quante erbe da foraggio esistono e quali sono, oppure giovarmi delle precisissime descrizioni delle sottili differenze tra una conifera e un’altra, in modo da poter fare un riconoscimento certo. Tutte le sue schede sono corredate da disegni botanici. Certamente le sue elencazioni sono ferme al 1926, dunque mancano tutte quelle specie e quegli ibridi che sono approdati al nostro mercato da altri continenti in epoca successiva, ma troverete anche una quantità incredibile di essenze che da tempo sono state escluse dalle nostre coltivazioni e dai nostri giardini, perché non avevano quei requisiti adatti a far parte dell’agricoltura della globalizzazione.

Pierre Lieutaghi “Il libro degli alberi e degli arbusti” 1982 Rizzoli Milano E. 15 (indicativo)
Questo libro, diviso in due tomi, è uno dei più consultati per il riconoscimento e la classificazione delle specie arboree e arbustive presenti sul territorio mediterraneo. Di ogni specie fornisce delle schede molto ben descritte, utili per la determinazione botanica, da notizie sull’origine della pianta e sulla sua distribuzione sul territorio, sugli usi e la qualità del legno, sulle proprietà medicinali, l’eventuale tossicità e le tecniche di coltivazione. Molto utile e divertente.
Pierre Lieutaghi è un etnobotanico provenzale, che, oltre scrivere importanti testi divulgativi, collabora con Gilles Clement.

Dietmar Aichele “Che fiore è?” Garzanti Milano
E’ un libro che purtroppo non posseggo più, perso o forse, a mia insaputa, ha cambiato proprietà. Per merito suo, anni fa, ero in grado di riconoscere una quantità enorme di erbe e molte me le sono anche mangiate. E’ facilissimo: divide il suo libro in tante schede basate sui colori dei fiori delle piante. Per esempio, se volete sapere che cos’è quella erba con il fiore giallo, andate sulle pagine contrassegnate da questo colore e lì troverete altre schede divise a seconda il luogo in cui l’avete vista (montagna, collina, palude, etc), una volta determinato il luogo, vi chiederà ancora se poneva le sue radici in una scarpata, in un campo, in mezzo a delle rocce, etc e avanti così fino a quando troverete la pagina con il disegno perfetto della vostra pianta con una descrizione che vi confermerà la classificazione. Oltre alla descrizione vi darà notizie sulla sua commestibilità, se è rara e dove è endemica…Facilissimo!
Penso che un architetto paesaggista, oltre a farsi delle meravigliose insalate di misticanza selvatica, debba conoscere certi endemismi e sapere quali delle erbe che vivono in certi luoghi, siano protette. E soprattutto, attraverso il tipo di vegetazione, riconoscerete immediatamente se il terreno in cui vive è acido, siliceo, neutro o calcareo. Acquistalo a prezzo scontato

Ed ora vorrei proporvi altri tre libri molto divertenti e molto utili. Possono essere il punto di partenza per una buona bibliografia di testi che trattano giardini pubblici, siti archeologici e ville storiche.

Pierre Grimal I giardini di Roma antica 2000 Garzanti editoreSe passando per Roma siete andati a visitare il Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo e se, all’ultimo piano, siete stati rapiti dalla bellezza degli affreschi del giardino di Livia, questo libro fa per voi. Anche se io l’ho letto avidamente come un libro di fiabe, è uno dei libri più seri sulla civiltà romana, scritto da uno dei più grandi latinisti del XX secolo, per trenta anni professore di letteratura latina alla Sorbonne. E’ quel Grimal che avrete senz’altro conosciuto come autore de “L’arte dei giardini – Una breve storia”.
Per un lungo periodo della loro storia i romani ebbero solo orti e campi intorno alle case della loro città. Parchi e giardini nacquero dopo, quando furono padroni del mondo. Nacquero pressappoco nel periodo del gusto per la buona cucina e assai più tardi della filosofia, quasi al termine dell’evoluzione che aprì ai romani la “comunità mediterranea”.
L’autore vi racconta di come lo sviluppo della loro civiltà sia corso parallelo a quello dei loro giardini, fino ad arrivare al trionfo e alla caduta di entrambi, alla fine dell’era imperiale.
Racconta ancora delle civiltà che li hanno influenzati, la somma letteratura che è fiorita attorno ad essi, li descrive con dovizia di particolari, elenca le piante di cui erano composti. E’ anche la storia dell’urbanistica della Roma dei Cesari, il suo centro storico, la nascita delle periferie, dei parchi pubblici, ma anche della speculazione edilizia.
Potrebbe essere una guida diversa per visitare la città.
La bibliografia è importantissima. Acquistalo a prezzo scontato

Franco Panzini Per i piaceri del popoloNon mi sento di recensire questo importante libro, perché l’autore è collaboratore di questo sito e vorrei che fosse lui stesso a parlarvene.
Acquistalo a prezzo scontato Per i piaceri del popolo. L’evoluzione del giardino pubblico in Europa dalle origini al XX secolo (Arti grafiche. Tecniche edit. Testi)

Massimo de Vico Fallani Storia dei giardini pubblici di Roma nell’Ottocento 1992 Roma Newton Compton editoriQuesto volume l’ho trovato in una libreria di remenders per pochi euro, ma è acquistabile in diversi siti, sempre ad un prezzo abbordabilissimo. E’ un librone, di quelli che non si possono leggere in autobus e con difficoltà a letto, ma vale tutto il suo peso. E’ la storia dei giardini pubblici di Roma a partire dall’epoca napoleonica per arrivare fino al primo decennio del 1900. E’ generosissimo di disegni originali, di riproduzioni di stampe d’epoca, di vecchie fotografie, di descrizioni, degli inventari di tutte le piante che servirono per comporli. Racconta storie curiose, come quella delle palme di Piazza Cavour e di Trinità dei Monti o come la vicenda del Giardino del Quirinale, in parte finanziato da Guglielmo Huffer, ricco magnate del tabacco, che già aveva donato alla città il giardino di Piazza Cairoli. Il signore, in questo caso, non fu propriamente generoso, più che altro volle proteggere o comunque controllare le modifiche alle sue proprietà che occupavano dei terreni che da Via del Quirinale arrivavano fino al suo villino in Via Nazionale.

Ed ora, se pensate di leggere il libro di Grimal, perché non rileggere “Le memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar?
Acquistalo a prezzo scontato Memorie di Adriano. Seguite da Taccuini di appunti (Super ET)

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