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Verso metà degli anni novanta Roma è stata per la prima volta oggetto di una serie di interventi riguardanti la progettazione e riqualificazione di spazi aperti.
Gli interventi sono iniziati con il progetto di piazza Montecitorio di Franco Zagari e in una sequenza che faceva sperare una tendenza oramai consueta si sono succeduti e sovrapposti: il programma di interventi Centopiazze, il piano di riqualificazione delle aree basilicali, i Piani di Recupero Urbano (P.R.U.) ed anche i meno radicali, ma partecipati dai cittadini, Contratti di Quartiere.
I finanziamenti che hanno permesso la realizzazione di molti interventi sono stati reperiti con accordi e convenzioni tra amministrazione locale e privati, spesso sotto forma di scomputi ed oneri di urbanizzazione come quelli derivanti dai parcheggi privati previsti dai Piano Urbano Parcheggi (PUP), ma non importa. Quello che è più importante è che la capitale intraprese dopo quasi quaranta anni (Olimpiadi di Roma del 1960) una nuova attività di “abbellimento” che purtroppo oggi sembra in gran parte esaurita.
In particolare il programma Cento Piazze fu inaugurato dal sindaco Francesco Rutelli nel 1995 e coordinato dall’arch. Francesco Ghio. Al fine di una risposta adeguata alla mole del lavoro, fu costituito appositamente l’Ufficio Centopiazze, composto da progettisti interni all’amministrazione, che furono affiancati anche da professionisti esterni. Data l’ampia casistica di condizioni in cui operare, l’ufficio non adottò una strategia unica per la riqualificazione urbana ma assunse un ruolo di coordinamento tra i dipartimenti competenti in riqualificazione urbana (dip.Opere Pubbliche, Mobilità, Ambiente ecc.). Ogni municipio doveva adottare un proprio piano in accordo con gli interventi a scala comunale e discuterlo con i cittadini. I dati venivano raccolti dall’ufficio in un archivio unificato dei progetti che provvedeva ad individuare quelli di immediata fattibilità.
Sono state così appaltate opere che all’avvio del programma Centopiazze erano già in una fase di progettazione avanzata come piazza di Santa Maria Liberatrice o largo dell’Amba Aradam. Assunta una certa credibilità l’ufficio Cento Piazze ha innescato, in collaborazione con l’Università degli Studi “La Sapienza”, una fase di progettazione sperimentale per garantire la qualità degli interventi. Infine ha condotto un ruolo operativo indicendo il Concorso di progettazione architettonica “Le Piazze di Quartiere”, per la riqualificazione di 19 spazi cittadini.
Il programma prevedeva interventi che interessavano gli spazi pubblici di tutti i municipi ed era focalizzato a recuperare la qualità di vita persa a causa della nascita di insediamenti spontanei o del mancato completamento di programmi precedenti. Gli interventi previsti furono 130, di qualità e dimensione molto diversi, all’inizio del 2000 ne erano stati realizzati circa 50 e ad oggi 2010, se ne aggiungono circa 15. Altri sono in fase di realizzazione o attendono ancora i finanziamenti. Attraverso i nostri articoli contiamo di realizzarne un censimento preciso perchè anche il sito del comune di Roma sembra non essere aggiornato a riguardo.
Francesco Tonini



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da quando hanno fatto la piazza di santa maria consolatrice zona casalbertone la notte non si dorme più è diventata un campo di calcio mi dispiace ma era meglio prima !!!! noi cittadini del nostro quartiere siamo disperati …..