Il paesaggio va in fumo? O solo fumo negli occhi degli uomini?

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Floto+Warner (1)

“Io anzitutto la campagna, bisogna che lo dica subito, l’ho mai potuta capire, l’ho sempre trovata triste, con i suoi letamai che non finiscono più, le case dove la gente non c’è mai e i sentieri che non vanno da nessuna parte. Ma quando uno in più ci aggiunge la guerra, c’è da uscire pazzi. S’era levato il vento, brutale, da ogni lato delle scarpate, i pioppi fondevano le loro raffiche di foglie ai piccoli rumori secchi che da laggiù venivano verso di noi. ‘Sti soldati sconosciuti ci mancavano di continuo, ma continuando a metterci attorno mille morti, ci si ritrovava come rivestiti. Io non osavo più muovermi. Il colonnello, era dunque un mostro! Adesso, ne ero convinto, peggio di un cane, non s’immaginava la sua dipartita! Capii al tempo stesso che dovevano essercene molti come lui nel nostro esercito, dei prodi, e poi di sicuro altrettanti nell’esercito di fronte. Chi poteva sapere quanti? Uno, due, molti milioni forse in tutto? Da quel momento la mia caghetta divenne panico. Con esseri del genere, quest’imbecillità infernale poteva continuare all’infinito… Perché avrebbero dovuto fermarsi? Mai avevo sentito tanto implacabile la sentenza degli uomini e delle cose. (…)
Come si cambia! Ero un bambino allora, mi faceva paura la prigione. E’ che non conoscevo ancora gli uomini. Non crederò più a quello che dicono, a quello che pensano. E’ degli uomini e di loro soltanto che bisogna aver paura, sempre. Quanto tempo doveva durare il loro delirio, perché si fermassero stremati, alla fine, ‘sti mostri? Quanto tempo poteva durare un eccesso come quello? Mesi? Anni? Quanto? Forse fino alla morte di tutti quanti, di tutti i matti? Fino all’ultimo?”

Louis-Ferdinand Céline. Viaggio al termine della notte

La cecità è il più grande dei mali. Non parlo della mancanza del senso della vista, ma della mancanza, o anche della distorsione, di percezione dei vari gradi di bellezza nel mondo. L’ignoranza si paga a caro prezzo.
Un popolo cieco diventa feroce, insensibile, aggressivo, incita all’egoismo personale. Riferimenti alla nostra società contemporanea ed ai piccoli uomini che la guidano?
L’uomo, nell’ignorare perde la luce, non riesce più a vedere ed entra nell’oscurità. A cosa credere dunque? Alla realtà? Quale realtà?
I segnali di fumo del progetto “smoke”, immortalati nelle bellissime immagini dei fotografi Floto+Warner, sono un esempio vivido di come si possa decidere di vedere altro nel paesaggio. Una idea semplice: un fumo colorato e lo stesso scenario che avevamo davanti agli occhi un minuto prima, prende tutta un’altra piega. Perché le persone non notano i cambiamenti intorno a loro? Stesso punto di vista ed apparirà una diversa realtà a seconda continua a leggere….